STOP ALLE VIOLENZE DI GENERE!
- Apr 22
- 3 min read

Scuola Secondaria “G. Puecher” di Erba
La lotta contro le violenze di genere comincia dall’educazione al rispetto.
Due incontri sui temi della parità di genere e della lotta contro le violenze
La Scuola Secondaria di I grado “G. Puecher” di Erba ha aderito alle iniziative promosse dal
Tavolo di Formazione della Rete Interistituzionale di Como (Ente capofila il Comune di Como) sul
tema della parità di genere e della lotta contro le violenze di genere, proponendo due incontri a
scuola, con l’obiettivo di sensibilizzare studenti e studentesse sul tema della violenza di genere,
con particolare attenzione agli aspetti psicologici, sociali e giuridico-legali e per promuovere il
rispetto reciproco, la cultura delle relazioni sane e non violente e la consapevolezza dei diritti e
dei doveri.
Durante il primo incontro, tenuto il 27 marzo 2026, le classi III B e III C hanno dialogato con due
psicologhe del centro antiviolenza di Como, Telefono Donna, affrontando questo delicato tema e
analizzandone soprattutto gli aspetti psicologici e sociali.
L’esperienza ha favorito il confronto su comportamenti e frasi apparentemente innocui, che invece
possono rivelarsi lesivi nei confronti della dignità delle donne e sfociare in forme di controllo e in
atti di violenza.
L’incontro ha permesso di sviluppare nei ragazzi maggiore consapevolezza e senso critico.
Il 15 aprile, le classi III B, III C e III E hanno incontrato l’avvocato Serena Testori, che svolge
attività legale in ambito penalistico e collabora anche con un'associazione del territorio,
specializzata nel recupero di autori di reati violenti.
In particolare, sono stati affrontati questi aspetti: ” l'online teen dating violence, ossia le forme
di violenza online tra coppie di adolescenti, gli strumenti di tutela e le conseguenze legali del
revenge porn e dell'utilizzo illecito dell'intelligenza artificiale, la sensibilizzazione dei ragazzi sul
tema del consenso (con particolare riferimento alla prevenzione di violenze e abusi sessuali).
L’emergenza sociale della violenza contro le donne è diventata un’emergenza educativa di fronte
alla quale la scuola non può più tacere, né far finta di nulla.
Oltre alla famiglia, anche la scuola, come luogo di educazione e di relazione, ha un ruolo
fondamentale nel promuovere un clima di rispetto, di parità e di sicurezza.
In classe si formano linguaggi, atteggiamenti e abitudini che possono consolidare stereotipi,
oppure trasformarli. Anche tra i banchi di scuola si formano l’identità di genere e la personalità dei
ragazzi.
Per questa ragione, è importante che scuola e docenti intervengano attivamente nella
realizzazione di percorsi di educazione al rispetto e alle relazioni di genere.
L’uguaglianza, le pari opportunità , la valorizzazione delle differenze sono dunque, in quest’ottica,
temi trasversali e fondativi di tutto il fare scuola e rappresentano una tappa fondamentale nella
crescita di cittadini e cittadine consapevoli e attivi in tutti i contesti di vita, nella società, nella
famiglia e nel lavoro.
Educando le nuove generazioni alla valorizzazione delle differenze di genere e alla parità (vera e
reale) circa la possibilità di espressione e di realizzazione personale, si può sperare concretamente
di dare una svolta definitiva e quanto mai necessaria al dramma delle violenze contro le donne.
Il numero impressionante di femminicidi, oltre a diverse altre forme di molestie, è un problema
sociale gravissimo di fronte al quale ciascuno deve fare la propria parte.
Perciò, i percorsi di educazione civica a scuola hanno lo scopo di educare anche a considerare la
parità di genere come elemento fondativo della convivenza democratica e della partecipazione.
Riflettere sul linguaggio, sulle rappresentazioni, sui ruoli e sulle responsabilità della comunicazione
aiuta ragazze e ragazzi a riconoscere dinamiche spesso normalizzate.
L’educazione al rispetto è un’importante competenza di cittadinanza.
Il rispetto non è un concetto astratto, ma una competenza relazionale concreta, che si costruisce
attraverso esperienze quotidiane. Nelle attività scolastiche emerge così la necessità di educare alla
gestione dei conflitti, alla comunicazione non ostile, alla valorizzazione delle differenze.
Queste pratiche contribuiscono a prevenire comportamenti discriminatori e a sviluppare un
pensiero critico capace di decodificare stereotipi e narrazioni tossiche.
Oggi, poi, c’è un altro grande problema, legato al mondo virtuale della tecnologia e dei social.
Nella nostra società attuale, com’è noto, gran parte delle interazioni tra adolescenti avviene
negli ambienti digitali, dove i confini tra pubblico e privato risultano spesso sfumati.
Lì si diffondono modelli di relazione che possono favorire dinamiche di controllo, forme di violenza
psicologica, diffusione non consensuale di contenuti e pratiche di esclusione.
Pertanto, per i docenti, diventa sempre più urgente fornire alle classi strumenti per interpretare ciò
che accade online, aiutando i più giovani a riconoscere i rischi e a difendere la propria integrità.
L'alfabetizzazione digitale, inserita in un quadro di educazione affettiva e relazionale, permette di
affrontare temi come consenso, privacy, responsabilità e gestione delle emozioni.
La referente per l’Educazione Civica, Scuola Secondaria I “G. Puecher” - Erba
Prof.ssa Roberta Frigerio


























Comments